Swans – Greed

VOTO 7.5
Michael Gira è la mente e l’anima di quel grandissimo gruppo conosciuto come Swans, e questo è ben noto a tutti i fan. In secondo piano si colloca la cantante e tastierista Jarboe, dalla voce misteriosa ed enigmatica, tanto da costituire ...

Michael Gira è la mente e l’anima di quel grandissimo gruppo conosciuto come Swans, e questo è ben noto a tutti i fan. In secondo piano si colloca la cantante e tastierista Jarboe, dalla voce misteriosa ed enigmatica, tanto da costituire un importante tassello in alcune composizioni del gruppo. La sua collaborazione con gli Swans cominciò proprio con questo Greed (1986).

Con Norman Westberg alla chitarra, Harry Crosby al basso, Ronaldo Gonzalez, Ted Parsons e Ivan Nahem a percussioni e batteria, Gira crea una piccola perla oscura che andrà a costituire con la produzione gemella, Holy Money, un dittico in cui centrali sono il tema del denaro e del poter. In questa prima parte, Jarboe si limita all’accompagnamento vocale, mentre nel lavoro seguente assumerà un ruolo maggiore. Il risultato è un album notevole, malato e profondamente industrial come solo i primi Swans sapevano essere. Ma s’intuisce anche che qualcosa è cambiato.

La cattiveria minimale e le atmosfere oscure non mancano, ma s’intuisce che il gruppo sta prendendo una piega diversa rispetto ai precedenti Cop e Filth. I testi rimangono bene o male nello stesso stile:

You’re Body Is Warm.

You’re Hiding Yourself.

Sleep On This Bed.

Cover Yourself.

Nothing Will Go Wrong.

Protect Yourself.

Sleep On This Bed.

Hold On To Yourself.

Nothing Will Go Wrong.

Nothing Will Go Wrong.

Gira condanna una società avida senza alcuna pietà e la musica che circonda la sua voce lamentosa è desolata e laconica. I cori di Jarboe aggiungono un fascino in più e preannunciano quello che sarà il suo enigmatico influsso su tutta la musica del gruppo. Con il suo mix di noise, industrial e no-wave, Greed prepara gli Swans a Children of God, il primo punto nevralgico della loro carriera (1987). Alla tenebra industriale che circondava i primi due album, la formazione aggiunge ora un che di “intimo”, per quanto si tratti solo di un abbozzo.

Michael Gira non si è certamente imposto limiti alla sperimentazione, ma nel corso della sua carriera ha avuto indubbiamente una linea guida: la sofferenza. Greed ne è un buon esempio.

Luca Badaloni
L'autore

Classe 1991, nella Bottega di Hamlin ho trovato il modo di unire la passione per la musica, la lettura e il cinema. Dopo la formazione liceale ho iniziato l'Università di Filosofia presso Macerata, dove attualmente sto completando i miei studi specialistici in Scienze Filosofiche. Ho in passato collaborato con altri siti e redazioni. Collaboro anche con il sito in lingua inglese www.tasteofcinema.com