Slint – Spiderland

VOTO 8.5
Gli Slint non sono mai finiti sotto i riflettori. E questo è di certo un gran peccato. Le motivazioni sono molteplici. Sono stati un gruppo dalla breve durata, con solo due album all’attivo, eppure possono essere considerati i ...

Gli Slint non sono mai finiti sotto i riflettori. E questo è di certo un gran peccato. Le motivazioni sono molteplici. Sono stati un gruppo dalla breve durata, con solo due album all’attivo, eppure possono essere considerati i capostipite di un’intera generazione di musicisti. Gli Slint non sono stati i primi sperimentatori, ma certamente lo sono stati in una maniera peculiare – in particolar modo nel loro capolavoro, Spiderland, il disco che ha impresso una svolta a quel genere (concettualmente vastissimo) conosciuto come post-rock.

Il gruppo vede alla chitarra e alla voce Brian McMahan, al basso Todd Brashear, alla batteria, chitarra addizionale e voce Britt Walford e alla seconda chitarra David Pajo. I quattro, dalla prima traccia di Spiderland, Breadcrumb trail, fino all’ultima, Good morning captain, danno vita ad una commistione di generi che non ha precedenti. Spiderland è un album post-rock, ma le influenze math, post-hardcore e una leggera dose di heavy metal tendono a deviare ogni possibile definizione verso lidi musicali altri, non definibili.

Le liriche, alienate, decadenti ed emozionalmente “distanti”, il particolare cantato di McMahan, a metà tra il sussurro e il grido: tutti questi elementi ci portano proprio dove gli Slint sono nati, a Louisville, nel Kentucky, la patria del post-rock. La musica, così sofferente e docilmente ripiegata in se stessa, tratteggia ambienti all’insegna di intimità ed indifferenza. Il lavoro delle chitarre, basato su arpeggi e sfuriate distorte, crea una cornice di decadenza entro la quale si agita qualcosa che è pronto ad esplodere, spinto da una frustrazione incredibilmente repressa. Basta dare un’occhiata al testo di Don, Aman, per rendersi conto cosa abbiano avuto sotto gli occhi questi ragazzi: l’abbandono, quel che rimane dopo una grande alluvione.

Like swimming underwater in the darkness.

Like walking through an empty house,

Speaking to an imaginary audience.

Being watched

From outside

By a soul without a key.

He could not dance to anything.

Come in tutti i grandi capolavori, è impossibile far emergere una canzone più di un’altra: l’album scorre come un flusso, come un fiume, defluisce nelle orecchie dell’ascoltatore lasciando una sensazione di vuoto, quel vuoto che precede un benessere inconsueto ed inspiegabile. Con Spiderland, gli Slint hanno licenziato un capolavoro, una delle tante facce di quel genere iper-sfaccettato e inafferrabile che è il post-rock. 

Luca Badaloni
L'autore

Classe 1991, nella Bottega di Hamlin ho trovato il modo di unire la passione per la musica, la lettura e il cinema. Dopo la formazione liceale ho iniziato l'Università di Filosofia presso Macerata, dove attualmente sto completando i miei studi specialistici in Scienze Filosofiche. Ho in passato collaborato con altri siti e redazioni. Collaboro anche con il sito in lingua inglese www.tasteofcinema.com