Godspeed You! Black Emperor – F#A#∞

VOTO 9.5
Nel campo della musica sperimentale non è possibile prescindere dai canadesi Godspeed You! Black Emperor. Sono considerati dalla critica internazionale tra i pionieri del post-rock, anche se nel loro caso ogni etichetta potrebbe essere ...

Nel campo della musica sperimentale non è possibile prescindere dai canadesi Godspeed You! Black Emperor. Sono considerati dalla critica internazionale tra i pionieri del post-rock, anche se nel loro caso ogni etichetta potrebbe essere fuorviante. Lo stesso titolo dell’album che prendiamo in considerazione questa settimana è già di per sé complicato (F-Sharp, A-Sharp, Infinity) e mostra il lato complesso e stratificato di questa band.

Il lavoro compositivo è impressionante e vede la collaborazione di ben 9 componenti (3 chitarristi, 2 batteristi, un violinista, un bassista, una suonatrice di corno francese, una violoncellista). Probabilmente la mente dietro complesso è il chitarrista Mike Moya, ma non serve sapere quale dei membri abbia composto cosa per constatare che il risultato è semplicemente eccezionale. Con F#A#∞ i Godspeed ci portano in una landa desolata, dove non è rimasto più nulla. La devastazione è assoluta ed è soltanto grazie alle voci di chi è rimasto come testimone che possiamo renderci conto di cosa è successo. L’umanità è rimasta vittima di se stessa; questo però non ha eliminato la grande voglia di superarsi, di rinascere dalle proprie ceneri. Ovvero l’infinito annichilimento cui non è possibile dare un fondo.

Lo scopo, a livello compositivo, è di riuscire a ricreare quest’atmosfera, grazie a un sapiente utilizzo delle chitarre, di campionamenti, degli archi e delle voci (o meglio, dei parlati). Tutto è finalizzato a creare quest’ambiente solitario, post-apocalittico, ma che non si è chiuso totalmente in se stesso. Anzi lascia spazio a una speranza, a una certa apertura, che permette di costruire qualcosa di nuovo. E così i Godspeed riprendono il volo in crescendo ragguardevoli e riprese di speranza. Prendendo in considerazione la versione dell’LP (la quale ha qualche differenza rispetto alla versione CD del 1998), l’ascoltatore si troverà soltanto due tracce suddivise in sotto “movimenti”, come nei grandi gruppi prog rock, ed i Godspeed conservano del genere la grande duttilità eclettica. Particolarmente rappresentativo il parlato inquietante e desolante di Dead flag blues:

The skyline was beautiful on fire

All twisted metal stretching upwards

Everything washed in a thin orange haze

I said: “kiss me, you’re beautiful –

These are truly the last days”

You grabbed my hand and we fell into it

Like a daydream or a fever

We woke up one morning and fell a little further down –

For sure it’s the valley of death

I open up my wallet

And it’s full of blood

Quest’album è sicuramente uno delle più grandi realizzazioni sperimentali degli anni ’90 e di quell’indescrivibile genere che assurge al nome di post-rock. I Godspeed You! Black Emperor Dimostrano, dopo il loro primo album, di saper distruggere le barriere statiche della categorizzazione musicale, mescolando generi apparentemente eterogenei, in un grande monumento alla musica, o meglio alla sperimentazione che punta all’Infinito.

Luca Badaloni
L'autore

Classe 1991, nella Bottega di Hamlin ho trovato il modo di unire la passione per la musica, la lettura e il cinema. Dopo la formazione liceale ho iniziato l'Università di Filosofia presso Macerata, dove attualmente sto completando i miei studi specialistici in Scienze Filosofiche. Ho in passato collaborato con altri siti e redazioni. Collaboro anche con il sito in lingua inglese www.tasteofcinema.com