Happy birthday Freddie!

Il 5 settembre 1946 nasceva l'indimenticabile Freddie Mercury, leader dei Queen e voce leggendaria. Festeggiamo insieme i 70 anni di un mito.

Il 5 settembre 1946 nasceva a Zanzibar Farrokh Bulsara, noto come Freddie Mercury, il leggendario leader dei Queen, voce strepitosa (e scientificamente straordinaria) e artista eccentrico e geniale, scomparso nel novembre del ’91 per una broncopolmonite, aggravata da complicazioni causate dall’AIDS.

Con la famiglia, Freddie visse per molti anni in Africa e, da ragazzo, fu un eccellente atleta, oltre che un promettente musicista: fu il preside della sua scuola, il St. Peter College, a suggerire ai genitori di far prendere al figlio ulteriori lezioni di musica, cosa che permise al ragazzo di raggiungere il quarto grado d’apprendimento del pianoforte. Dopo aver trascorso molti anni fra l’India e l’Africa, i Bulsara fecero ritorno in Inghilterra, a causa delle Rivoluzione di Zanzibar e la successiva nascita dello stato della Tanzania.

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A Londra, Freddie intraprese gli studi d’arte e fu a metà degli anni Sessanta che incontrò, per la prima volta, i due futuri compagni Roger Taylor e Brian May, allora membri degli Smile, insieme al bassista Tim Staffell. Lo scioglimento della band, nel ’69, spinse Taylor e May a formare insieme a Bulsara un nuovo gruppo, i Queen (il nome fu suggerito proprio da Freddie, il quale, successivamente, grazie alle sue competenze artistiche progettò pure il famoso logo, che riuniva lo stemma reale del Regno Unito e i segni zodiacali dei quattro componenti). Nel ’71, si unì ai Queen anche John Deacon. Fu in questo periodo che Farrokh optò per il nome Freddie Mercury, in seguito alla composizione della canzone My fairy king.

Il primo e omonimo album dei Queen risale al ’73, proprio nel periodo in cui Mercury iniziò a prendere consapevolezza del suo orientamento sessuale. I primi anni dei Queen furono caratterizzati da uno stile particolarmente bizzarro, aspetto che contribuì a creare un forte legame col pubblico, influenzato anche dall’abilità di Freddie nel coinvolgere gli spettatori negli show. A Night at the Opera consacrò definitivamente la band, grazie anche al famosissimo singolo Bohemian rhapsody, scritto proprio da Mercury.

Negli anni 80, Freddie cambiò totalmente look, facendosi crescere i baffi, secondo una moda del tempo, la “Castro clone”, molto in voga tra gli omosessuali. Dopo il successo del The game tour e dell’Hot space tour, il gruppo, di comune accordo, decise momentaneamente di sciogliersi. In seguito, Mercury collaborò con il compositore italiano Giorgio Moroder nella nuova colonna sonora della versione rieditata e restaurata del capolavoro di Fritz Lang, Metropolis. Da questo sodalizio artistico nacque il singolo Love kills.

Nell’83 i Queen si riunirono, registrando The works, mentre nell’85 parteciparono al Live AID organizzato da Bob Geldof, con lo scopo di raccogliere fondi in favore delle popolazioni etiopi, colpite da una grave carestia. Quella dei Queen venne considerata, dalla stampa e dagli altri artisti presenti alla manifestazione, la migliore perfomance al Live AID, che consacrò definitivamente non solo il gruppo, ma soprattutto Freddie Mercury quale leader carismatico e leggenda della musica.

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In parallelo ai progetti con i Queen, Mercury pubblicò il suo primo album da solista, Mr. Bad Guy, di cui fanno parte tracce come Living on my own, Made in heaven e I was born to love you, oltre che There must be more to life than this, quest’ultima realizzata da una vecchia collaborazione con Michael Jackson. Il 6 giugno 1986 i Queen cominciarono a Stoccolma il Magic Tour, 26 date per un totale di circa un milione di spettatori (l’ultimo concerto di Freddie, davanti a 120mila spettatori, fu il 9 agosto, presso il parco di Knebworth). L’anno successivo, Mercury scrisse ed interpretò Barcelona (con la partecipazione della soprano Montserrat Caballé), che divenne l’inno ufficiale dei Giochi della XXV Olimpiade di Barcellona nel ’92.

Al successo professionale si unì tuttavia una drammatica notizia sul fronte privato: nell’87, il cantante risultò positivo all’HIV, anche se Freddie continuò pubblicamente a sostenere il contrario. Alla fine degli anni Ottanta, Mercury si sottopose ad accertamenti clinici più approfonditi: le visite confermarono non solo la sua positività al virus dell’HIV, ma, in un secondo momento, gli fu diagnosticata anche la sindrome dell’AIDS. Freddie confessò la malattia solo agli amici più stretti e ai membri della band, abbandonando la vita pubblica e smettendo di esibirsi sul palco: la sua ultima apparizione in pubblico fu nel video della canzone These are the days of our lives.

Mercury continuò a registrare tracce, nonostante la malattia lo avesse molto indebolito, costringendolo a lunghi periodi di riposo. Il 22 novembre del ’91, egli convocò nella sua casa di Earls Court Jim Beach, il manager dei Queen, per redigere un comunicato ufficiale, consegnato alla stampa il giorno successivo e in cui il cantante confermava di essere malato di AIDS. A poco più di 24 ore dal comunicato, Mercury morì, alle 18:48 del 24 novembre 1991. Aveva 45 anni.

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».